venerdì 9 agosto 2019

Serenity- Un film sbagliato





Serenity è un film sbagliato su più livelli: scrittura, messa in scena, utilizzo della musica. Sbaglia anche il modo stesso di sbagliare, perchè ci sono modi e modi di mancare il bersaglio, e sovente l'imperfezione dona quel tocco di fascino in più. Non è questo il caso. A dire il vero i segnali che arrivavano da oltreoceano non erano incoraggianti: stroncato dalla critica e ignorato al botteghino. Ma andiamo, chi si fida davvero dei critici e del pubblico americano? E invece...

Steven Knight imbastisce un palco che piacerebbe a Hemingway, ambientando il film in una cittadina di mare con tanto di faro onnipresente e personaggi archetipici che sembrano avere più chiavi di lettura e segreti da nascondere. Mette in scena quello che sembrerebbe un bel noir d'altri tempi: un protagonista solitario e dal passato misterioso, una femme fatale, un probabile omicidio e segreti da nascondere, o svelare. Poi probabilmente si ricorda (o gli fanno ricordare) che portare avanti decentemente un impianto narrativo del genere richiederebbe un notevole sforzo di scrittura che signora mia chi me lo fa fare per un filmetto estivo. La scena deve essere andata più o meno cosi: Produttore:" Steve come procede la scrittura? "  Steve:" Alla grande, ho per le mani una storia d'altri tempi, ma ci vuole ancora un po'di lavoro; qualche mese per approfondire bene tutti i personaggi e dare più corpo alla narrazione"  Produttore:" Si ok, grande...ma vedi, il film deve uscire in estate e non abbiamo molto tempo e il pubblico in quel periodo è distratto...sai com'è, si tratta perlopiù di amanti che si toccano nel buio della sala...potresti tagliare qualcosina?" Sonora pacca minacciosa sulla spalla. Steve:" Ok...aspetta, aggiungo due righe qui...taglio qua...finale a sorpresa...ok fatto." Produttore:" Grande Steve, ci becchiamo al prossimo film." Ora io ovviamente non ero presente ma svoltare un film del genere con un finale che sembra preso da un altro copione è una cosa che stona davvero tanto;  e io non sono contrario a priori alle contaminazioni tra generi, ma è una roba che andrebbe fatta con molta attenzione, perchè il rischio di mandare tutto in vacca è sempre alto. Aggiungiamo poi che il plot twist finale è anche molto poco originale e che mi basterebbe citare un paio di film per spoilerare praticamente tutto e il disastro è servito. Finale che inoltre si intuisce bene da metà film in poi, vanificando così qualsiasi velleità di mistero che potrebbe ancora tenere alta l'attenzione. Una volta capito dove il buon regista sta andando a parare, il tutto diventa insignificante e privo di mordente: il tonno che simbolicamente vuole accostarsi a Moby Dick? Inutile. L'amante misteriosa che sembra sapere sempre più di ciò che dice? Non serve a nulla. Il classico barman che sa tutto di tutti? Inutile anche lui. E potrei andare avanti ancora per molto. Un vero peccato, perchè il materiale di base su cui costruire c'era davvero, ma si è scelta purtroppo la strada più comoda, per venire incontro al solito pubblico generalista che però di solito sta ben alla larga da film con simili premesse. Allora mi chiedo, ma questo film a chi era diretto veramente? Forse davvero agli amanti e alle giovani coppie che si scambiano effusioni nel buio di una sala....

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