domenica 30 luglio 2017

Salt and sanctuar- distillato di soulslike



Da pochi mesi Salt and sanctuary è arrivato anche sulla portatile ps vita, trovando in essa una collocazione molto congeniale, perfetta per chi voglia addentrarsi nel suo vasto mondo in qualsiasi momento. Il gioco è praticamente lo stesso visto su pc e ps4, con l'acquisto in cross buy per quest'ultima ma , al momento, niente salvataggi in comune. Salt and sanctuary è praticamente l'essenza dei dark souls e simili trasportata in un impianto ludico in 2D, con in aggiunta una ottima componente piattaformica con venature di stampo metroidvania.




In primis questo gioco è un grande omaggio alle opere di Miyazaki, con vere e proprie citazioni e un mondo intriso di una lore tutta da scoprire. Le meccaniche sono le consuete di questo genere: si crea un personaggio, si esplora il mondo in cerca di armi e armature migliori e si affrontano mostri e titanici boss, con la costante di una difficoltà che porta spesso alla morte, senza tuttavia diventare eccessivamente frustante; il gioco infatti dà sempre diversi modi di approcciare una situazione, e sta a noi attuare le scelte più indicate in un dato momento. A tutto questo si aggiungono delle caratteristiche tipiche del genere metroidvania, con poteri specifici da conquistare come il doppio salto, il salto tra le pareti stile ninja, la capacità di alterare la gravità e altro, che ci daranno la possibilità di accedere ad aree prima inaccessibili. Questo permette inoltre di sbloccare scorciatoie che collegano varie zone della mappa, andando così a delineare i contorni di un mondo di gioco decisamente esteso e interconnesso, denotando un lavoro certosino in fase di level design.

 Ogni arma ha un diverso move set, con anche la possibilità di effettuare interessanti combo di facile utilizzo, tanto utili quanto belle da vedere. Non mancano ovviamene le magie, da utilizzare usando una specifica barra di energia, ricaricabile con apposite fiaschette, diverse da quelle per la salute. Il personaggio da noi creato cresce di livello spendendo delle sfere da usare presso i santuari, in un menù ad albero che consente di assegnare liberamente i punti abilità, ma seguendo comunque una certa ramificazione che può portare verso l'uso delle magie, dei miracoli, o verso abilità più fisiche. A proposito di santuari: essi sono dislocati per il mondo di gioco e possono essere associati a vari culti, che fungono da patti, e oltre a ripristinare energia e mondo di gioco, offrono vari bonus a seconda del culto di appartenenza e al grado di affiliazione ad esso. Il gioco per essere completato richiede circa quaranta ore, un bel numero per un gioco dal piccolo budget e fatto da un team di appena due persone e qualche collaboratore, soprattutto se si considera il vasto repertorio di boss, spesso belli grossi, da affrontare.

La grafica pur essendo molto carina e abbastanza dettagliata, non eccelle in quanto a caratterizzazione e fluidità, offrendo tuttavia un buon numero di ambientazioni abbastanza diversificate. Manca purtroppo una componente online, si spera in un' aggiunta futura. Insomma un gioco che sembra piccolo ma che in realtà nasconde tanta sostanza e divertimento, in grado di attaccare allo schermo per settimane o mesi sia gli appassionati dei giochi appartenenti al filone dei souls, sia chi ha amato giochi del calibro del vecchio Simphony of the night.

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