mercoledì 12 luglio 2017

Spiderman- Homecoming



Spiderman ritorna al cinema con l'ennesimo reebot nel giro di soli 15 anni, e stavolta l'attesa era davvero tanta per un progetto che sembrava finalmente aver imboccato la strada giusta. Ammetto di essere andato al cinema con delle aspettative molto alte, con la convinzione di trovarmi finalmente davanti alla versione perfetta dello spiderman cinematografico. All'uscita dalla sala avevo un mesto e tiratissimo sorrisino amaro, indice di una certa delusione. Intendiamoci, homecoming non è un brutto film, tutt'altro; intrattiene e diverte, presentando una versione dell'arrampicamuri che piace e soddisfa sotto più punti di vista. Ma corre una certa differenza tra il filmone che mi aspettavo di trovare e un bel film. Ok la colpa è mia e delle mie aspettative. Ma andiamo con ordine.


Lo spidey che vediamo qui è un appena quindicenne liceale già in opera da diversi mesi; quindi niente ri-racconto delle origini, del morso, e ciao zio Ben e le responsabilità e cose varie, tanto, dice, lo sanno già tutti. Ci può stare. Peter Parker si comporta come farebbe qualsiasi altro ragazzino che abbia acquisito poteri sovrumani, ovvero gasatissimo e con la parola "figo" usata più delle vocali. Un po' youtuber, un po' genietto in erba. Ci sta. Poi arriva Tony Stark che gli dona un costumino fatto su misura per lui. Il costume per inciso, è davvero magnifico, il migliore mai portato su schermo, con gli occhietti espressivi e le ascelle pezzate di ragnatela. Perfetto no? No. Stark infatti lo imbottisce di tanta di quella tecnologia da far invidia agli avengers; un aspetto che stona troppo con il personaggio, non perché la tecnologia in se sia sbagliata, ma semplicemente perché se ne fa un abuso. Spesso si ha la netta sensazione che sia il costume a fare la differenza, piuttosto che le sue innate capacità. Infatti Peter Parker risulta meglio caratterizzato del suo alter ego, imbrigliato com'è quest'ultimo in un eccessivo uso di gadget vari. Rispetto agli altri film è proprio la figura di spiderman a lasciare perplessi; i suoi movimenti sono molto poco da "ragno" , niente a che vedere con le movenze viste in amazing o addirittura nei film di Raimi: qui mancano totalmente i volteggi tra i grattacieli, con quel senso di fiato sospeso, lasciando fin troppo spesso il nostro eroe a prendere passaggi in auto o addirittura a guidare, con anche scene di corsa a perdifiato, manco stessimo giocando ai vecchi titoli di spiderman per playstation.

 Qui il nostro eroe è fin troppo incerto e imbranato, inanellando un disastro dietro l'altro e facendoci chiedere in più occasioni se forse sarebbe stato meglio che non fosse intervenuto, visti i risultati; certo è ancora inesperto nell'utilizzo dei suoi poteri ma, per dire, sembra molto più esperto nella sua prima incursione negli avengers in capitan america 3. Altro problema è la regia totalmente anonima, che non regala nessuna scena memorabile o guizzo di originalità: va avanti e non la noti. I film di Raimi sotto questo aspetto sono decisamente su un altro livello, esempio ne è il paragone che è possibile fare tra la scena della nave presente in questo film con quella del treno di spiderman 2: davvero, un altro mondo quella del film di Raimi. Inoltre in quei film era ben presente il lato "amazing" di certi dettagli e scene, come l'iconico bacio a testa in giù, le musiche sceme dedicate a spidey suonate in strada e i siparietti comici di JJJ e i suoi titoli di giornale. Qui non vi è nulla del genere, sostituiti da momenti macchiettistici offerti da Tony Stark e il suo amico Happy Hogan, ma che fanno troppo spin-off degli avengers.

Poi resta il solito discorso delle origini dei personaggi: a me personalmente non da fastidio questo aspetto ma comincio a chiedermi che senso abbia un Flash indiano anzichè americano, se poi questo cambio non apporta nulla al film. Se MJ è la classica rossa sexy ormai icona del fumetto, lasciala così, a meno che il cambio non sia sorretto da motivazioni interessanti e non un semplice "perchè si". Ok sembra tutto brutto e cattivo, ma in realtà il film ha un buon ritmo, Tom Holland è davvero in parte come Peter e Keaton nei panni di Adrian Toomes è magnifico, con alcune scena davvero da brividi. Il suo alter ego, l'avvoltoio, sembra invece messo li giusto per non dare troppo fastidio ad un fin troppo inesperto spiderman, arrivando ad uno scontro conclusivo (su un) aereo che è quanto di più lontano possibile dal personaggio rossoblu. Nota a margine per zia May: un personaggio totalmente inutile e praticamente non sfruttato, tutto il potenziale che poteva intravedersi nella sua prima apparizione è stato praticamente gettato via. Insomma, ero entrato in sala pronto a lanciare un sonoro nove barra dieci come voto, e mi ritrovo invece a dover dare un politico sei con rimando a settembre, ovvero ad un seguito che potenzialmente può ancora rimettere in carreggiata quanto di buono visto in questo primo capitolo, magari mostrandoci un eroe più adulto e ormai pienamente consapevole dei suoi poteri.

6/10  

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