martedì 12 settembre 2017

E ALLA FINE TWIN PEAKS...



Il sin troppo ottimistico intento di pubblicare due-tre post a settimana che ti eri prefissato tempo addietro è ormai naufragato in un mare di "poilofaccio" impegni e casini vari e con esso il concetto stesso di settimanalità. Si riprova qui un nuovo inizio, un veleggiare a braccio, a naso, alla meglio insomma, cercando di pubblicare qualcosa di vagamente interessante per chi ogni tanto inciampa in questo luogo; almeno qualche volta al mese, anche per mettere a tacere la tua coscienza che non smette di urlare forte che sei un procastinatore inguaribile. Ma comunque.


Alla fine Twin Peaks è terminato, la grande creatura di Lynch giunge al suo epilogo lasciando tante domande in sospeso, ma dando anche inaspettatamente le risposte ai quesiti più importanti; solo valle a cercare, in quel mare in tempesta che deve essere la mente del regista. Parlare delle opere di David Lynch è sempre un bel problema, si rischia grosso di fare brutte figure, è materia alta di Cinema, e quindi meglio lasciare parlare chi è davvero esperto in merito. Qui voglio solo dare la mia umile opinione su un prodotto che è comunque destinato al grande pubblico, per quanto autoriale possa essere. Twin Peaks può essere guardato -e apprezzato- da due categorie di persone: gli amanti della saga - e di Lynch- e i curiosi armati di molta - Molta- pazienza. Mia moglie ha abbandonato alla seconda o terza puntata, per dire, nonostante i miei tentativi di coinvolgerla.

 Il deterrente principale è ovviamente il suo ritmo estremamente lento e i suoi tempi dilatati all'eccesso, sia tra una scena e l'altra sia in una singola scena stessa; non tutti sanno farsi coinvolgere da un modo cosi peculiare e unico di narrare per immagini. Ora diamo per scontato che chi sia arrivato a leggere sin qui appartenga a una delle succitate categorie, o a entrambe, come accaduto a me. La mia condizione di spettatore è stata infatti quella di appassionato incuriosito nel sapere come Twin Peaks si fosse presentato al nuovo millennio. Alla sua maniera, ovvio. Lynch non si smuove di una virgola da ciò che propose alle tv di 25 anni fa,  non ci prova nemmeno ad arruffianarsi nuove categorie di spettatori e prosegue lungo quella strada intrapresa un quarto di secolo fa con la stessa allucinata e allucinante andatura. Lynch mette sul tavolo la sua storia, ne dispone i pezzi in maniera disordinata ma al contempo perfettamente studiata, apparentemente senza dare alcun filo logico da seguire per sbrogliare la matassa; sta in chi guarda cercare di trovarlo tra le nebbie di Twin peaks e cercare di seguirlo fino in fondo senza perdersi, impresa tutt'altro che semplice. E alla fine del filo, ammesso si riesca a trovarlo, si riesce a mettere tutti i tasselli al posto giusto? Perchè si ha l'impressione che ad ogni pezzo messo correttamente, un altro ne salti via, magari dal lato opposto, come in un difficile rompicapo. Ma forse in fondo non ha molta importanza.

 Lynch stesso più volte in varie interviste ha suggerito il modo corretto di approcciarsi alla sua visione: sedersi comodi al buio, davanti ad un ottimo e grande schermo dotato di un consistente impianto audio e godersi l'esperienza. Ecco, credo che la chiave di volta sia proprio questa: la storia c'è, è interessante seguirla e cercare di capirla, e se ne potrà discutere per altri 25 anni, ma  non è il fine ultimo, il traguardo da raggiungere alla fine della visione. Perchè Twin Peaks è soprattutto un'esperienza, da seguire e da vivere fino all'ultimo; un'esperienza che incuriosisce, diverte e spaventa, che lascia interdetti e increduli fino allo smarrimento totale. Alla fine non è tanto importante capire e catalogare quel singolo dettaglio quanto piuttosto lasciarsene rapire e coinvolgere. Nelle scene in cui Lynch da il meglio di sé, in quei luoghi di surreale e onirica follia mi sono sentito molto più a casa e a mio agio che in una qualsiasi corsia ospedaliera americana o al cospetto di una ennesima e ordinaria e seriosa spy story; queste si, davvero, staccate dalla nostra realtà.

2 commenti:

  1. Hai descritto talmente bene la serie da confonderne tu stesso il significato 😂 ecco perché non riesco a seguirla, comunque si bravo è tutto vero

    RispondiElimina
  2. Si è un vero casino, ma ti consiglio comunque di perseverare ancora un po', serie così sono uniche e irripetibili. Nel bene e nel male.

    RispondiElimina