sabato 17 giugno 2017

Sabato vintage- Crash bandicoot



Definire vintage una cosa di metà anni novanta non è propriamente in linea con il pensiero comune, ma in ambito tecnologico un intervallo di più di venti anni rappresenta uno stacco di tempo davvero importante; per i videogiochi, nello specifico, si tratta di vere e proprie ere geologiche. Quindi si, possiamo definire vintage un prodotto videoludico del 1996.


A pochi giorni dal rilascio del remake dei primi tre episodi su ps4, vediamo cosa questo gioco ha rappresentato per il mondo videoludico e per noi piccoli videogiocatori in crescita. Crash bandicoot fu sviluppato dagli allora esordienti Naughty dog, gli stessi responsabili della saga di Uncharted per dire, e fu il tentativo di Sony di andare a colmare un vuoto importante della prima playstation: la mancanza di una propria icona videoludica. Il mondo delle console si è sempre legatao in maniera più o meno forte a un gioco, o una saga, che ne rappresentasse il brand; ma fu con l'avvento della prima console di nintendo (il nes) che il concetto di mascotte si affermò definitivamente. Mario riuscì a entrare nell'immaginario comune e in tutta la cultura pop e di intrattenimento come nessun altro "gioco" era mai riuscito a fare: tutti conoscevano Mario e Nintendo e tutti conoscevano Nintendo e Mario, due marchi indissolubili, che mettevano la fama del paffuto idraulico italiano ad essere in quegli anni superiore addirittura al Topolino della Disney. Da allora ogni console di videogiochi doveva avere la sua riconoscibilissima icona. La rivale Sega ci aveva provato negli anni con personaggi quali Alex Kidd, wonder boy, e altri, ma nessuna riusciva ad assurgere al ruolo di mascotte. Nel 1991 Sega immise nel mercato il primo gioco di Sonic per il megadrive, la sua nuova console a 16 bit: da quel momento Mario ebbe il suo rivale e Sega la sua icona. Mario continua ancora oggi ad avere una popolarità mostruosa, continuando a rappresentare tutta la nintendo, mentre Sonic purtroppo negli ultimi anni sembra aver perso un po' del suo glorioso smalto, pur essendo ancora "titolare" di Sega.

 A metà anni novanta Sony irrompe sul mercato cambiando per sempre le regole del gioco; i videogiochi non saranno più cose per bambini, andando a creare un mercato a trecentosessanta gradi dove nessuno è escluso, e dove anzi il target di riferimento si alza fino ad arrivare ai trentenni e oltre. Sega e Nintendo accusano il colpo mentre Sony col tempo si trasforma in ciò che oggi è, andando a dominare un mercato ormai multimilionario. Ma in quegli anni di conquista a sony mancava qualcosa; mancava ancora un personaggio che li rappresentasse. Nel'96 naughty dog immise sul mercato il primo capitolo di crash bandicoot. Crash, il protagonista, era un peramele evolutosi in seguito agli esperimenti subiti dallo scienziato pazzo Neo Cortex, ma un giorno riuscì a scappare, senza purtroppo portare con se la sua ragazza, vittima anch'essa del folle scienziato. Il gioco era un platform 3d molto semplice, con dei livelli a "tunnel" lineari e dall'ambientazione esotica, in cui bisognava avanzare raccogliendo mele, gemme e sconfiggendo i vari nemici, fino allo scontro con un boss di fine livello. Il gioco ebbe un grande successo commerciale, pur non entusiasmando la critica ai livelli di un qualsiasi gioco di mario o sonic. Ironia della sorte, Crash non divenne mai ufficialmente la mascotte ufficiale di sony, ma fu piuttosto il pubblico di appassionati ad affibiargli questo ruolo. La prima gloriosa playstation aveva ottenuto il suo personaggio simbolo a furor di popolo. Con gli anni però il concetto che un singolo personaggio potesse rappresentare un intero marchio divenne un' idea desueta e non più necessaria. Di fatto già dalla ps2 questa necessità venne meno, e pur continuando ad uscire titoli con personaggi forti e potenzialmente"iconici", il pubblico chiedeva altro.

Il mercato di oggi è infatti profondamente cambiato da allora; oggi tutto verte non solo sui giochi ma anche su tutta una pletora di servizi interconnessi tra loro, e non vi sarebbe più spazio per un unico ingombrante personaggio. Solamente Nintendo continua ad alimentare questa simbiosi tra personaggio e marchio, con appunto i giochi di mario. La parabola della vita di Crash ebbe un destino simile a molti suoi epigoni dell'epoca: gran successo commerciale e mediatico alla sua uscita , anche senza i totali favori della critica; poi negli anni duemila fu quasi dimenticato e snobbato dai più, in quanto il videogioco si era evoluto, sia nella grafica, sempre più dettagliata, che nelle meccaniche, sempre più rifinite e complesse. I giochi erano quindi sempre meno cose per bambini. Oggi, con il successo di operazioni nostalgiche e il recupero di vecchie glorie, anche crash è tornato - giustamente- alla ribalta. Per fortuna direi. I vecchi giochi del passato non andrebbero mai dimenticati, ma anzi riproposti e ammodernati per il pubblico odierno, come si fa con i vecchi classici del cinema. Ora a fine mese crash tornerà a farci compagnia, e sarà una bella rimpatriata.

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