
Lemony Snicket- una serie di sfortunati eventi torna in tv, dopo il film del 2004, stavolta sotto forma di serie tv prodotta da netflix. La prima stagione è composta da 8 episodi, che ripercorrono le vicende dei primi quattro libri, e divisa in due puntate per ciascun arco narrativo. La storia narra delle disavventure degli orfani Baudelaire , rimasti senza genitori e senza casa in seguito ad un misterioso incendio e che vengono affidati al malvagio e sinistro conte Olaf, che tenta in tutti i modi di appropriarsi della loro ingente eredità. Rispetto al film del 2004 si ha una maggiore fedeltà ai libri, anche grazie alla possibilità, ovviamente, di poter meglio suddividere e diluire il racconto in più episodi. La principale differenza rispetto al film, e che salta subito all'occhio, è l'interprete del conte Olaf: nel film era infatti interpretato magistralmente da un grande Jim Carrey, qui invece troviamo...
Neil Patrick Harris, molto bravo grazie alla sua capacità mimica e alla buona dote di espressioni facciali, che rendono molto bene il carattere strambo e folle del cattivo conte Olaf, offrendo un personaggio meno sinistro e cupo, più istrionico e impacciato ma cionondimeno freddo e spietato. La serie è davvero ben fatta, con una ottima messa in scena, con location molto ispirate e diverse per ogni arco narrativo, andando dalla casa del conte dei primi due episodi, passando per la stanza delle serpi per gli episodi 3 e 4, al villaggio marittimo dei capitoli 5 e 6 fino ai capitoli finali della sinistra segheria. E' un racconto gradevolmente dark, con atmosfere surreali e gotiche che suscitano interesse, e con personaggi totalmente strambi e sopra le righe che sembrano appartenere a un mondo diverso dal nostro, viste le assurde reazioni che sovente manifestano. E' proprio il conte Olaf il personaggio che maggiormente fa risaltare questo aspetto; con i suoi piani assurdamente complicati per uccidere gli orfani, che possono funzionare solo perché attorniato da persone quasi slegate dalla realtà e legate a doppio filo al loro esclusivo mondo, dove basta un attore fallito travestito ( il conte) in improbabili personaggi per mettere tutti, tranne i piccoli orfani, in scacco. E allora il conte diviene parodia di se stesso e di quei villain- loro si, davvero malvagi- di altre serie e film, regalandoci infine un personaggio diabolicamente simpatico e indimenticabile. Le impostazioni di regia e di ritmo sono abbastanza diverse da un arco narrativo all'altro, e questo è dovuto al fatto che essi sono ambientate in posti molto diversi tra loro, con personaggi sempre nuovi che si affiancano ai protagonisti e soprattutto grazie alle funamboliche e divertenti trasformazioni del conte Olaf, che si presenta sempre in vesti diverse.
Volendo trovare un difetto alla serie si potrebbe accusare proprio questa sua disomogeneità di fondo, in quanto a volte si ha l'impressione che il girato non sappia bene che direzione prendere, virando bruscamente dal surreale al gotico, dal demenziale al drammatico, dal grottesco al triste, lasciando leggermente spiazzato lo spettatore. Molto simile è l'effetto che ha il narratore, Lemony Snicket in persona con i suoi continui interventi, in cui basta una lieve carrellata di lato per vederlo sbucare sullo schermo rivolgendosi direttamente a chi guarda e dando una sua opinione su ciò che accade; questo suo sfondare continuamente la quarta parete è molto ben fatto e apprezzabile, aggiungendo un tocco di originalità al tutto, ma può stranire e infastidire più di qualche persona. Come in gran parte delle sigle di testa delle serie netflix, anche questa è davvero particolare: ogni arco narrativo ha la sua sigla cantata , in cui viene spiegato cosa è successo sinora e cosa può accadere di li a breve:

all'inizio lascia interdetti, dopo un po' non ve la toglierete più dalla testa. Una buona serie, che piace pur non entusiasmando appieno, ma che lascia la voglia di vedere la già annunciata seconda stagione.


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