sabato 18 marzo 2017

sabato vintage- videogiochi disney anni 90'




Il connubio tra videogiochi e disney è sempre stata una costante del mondo videoludico, ma è negli ultimi anni che essa ha assunto una ragguardevole visibilità e importanza a livello mondiale, con una nutrita e importante schiera di licenze su cui disporre, non solo di franchise interni- e quindi tutto il mondo classico disney, con icone quali topolino, paperino e compagnia- ma anche di importanti franchise esterni, quali l'intero mondo marvel, sia fumettistico che cinematografico, e l'intera saga di star wars, con la possibilità dunque di portare sulle console, sui computer e sul mercato mobile dell'intero pianeta una vastissima gamma di titoli su licenza; hai detto niente...
Ma un tempo le cose erano un po' diverse; a cavallo degli anni 80' e fino alle soglie del 2000, i giochi disney erano soprattutto tie-in (giochi tratti da altri media, quali film, cartoni animati, fumetti...) basati sull'ultimo cartone animato uscito in sala, con titoli che basavano quasi tutto il loro appeal sui personaggi del momento, tralasciando purtroppo la qualità del titolo stesso;




ma ci sono state un tempo delle ragguardevoli eccezioni, con titoli dalla qualità indiscutibile, che spesso impattavano con enorme influenza sul successo della macchina deputata a ospitare il titolo su licenza. I primi tentativi della casa di topolino in ambito gaming iniziavano sul finire degli anni 80' in ambiente home computer, con avventure sviluppate addirittura dai sierra studios; ma la prima e vera presa di coscienza del mondo disney nel mondo videoludico è probabilmente da ascriversi al titolo basato sulla serie animata ducktales: pubblicato su nintendo nes nel 1989 da capcom, il gioco vedeva zio paperone in viaggio per il globo alla ricerca di misteriosi tesori, il tutto impiantato su un solido gameplay piattaformico e corredato da una buona grafica e da un buon sonoro. Qualche anno fa ne è stato fatto un buon remake per le console della passata generazione. Ma il primo vero titolo  emblema di un epoca e di un modo di fare giochi che non esiste più, è da ricercarsi in castle of illusion, pubblicato nel 1990 su megadrive. La trama vedeva la strega Mizrabel - in pratica quella di Biancaneve, in versione sia giovane che decrepita- rapire minni per rubarne la bellezza (?) e topolino costretto ad attraversare i 5 mondi che lo separavano dal castello della malvagia strega, per liberarla. Il titolo è stato il primo gioco su licenza disney a disporre di un elevato budget- per l'epoca- con cui fu possibile confezionare un prodotto curato nei minimi dettagli, dalla grafica sublime alla incantevole musica, fino a un gameplay solido e certosino, dalla difficoltà mai troppo permissiva, che avrebbe punito chiunque gli si fosse approcciato in maniera troppo blanda. Il titolo fu una vera bandiera per la console di casa sega, ed è ancora oggi ricordato con molto affetto dai fan; anche di esso nel 2013 ne è stato fatto un buon remake.


 L'anno dopo fu la volta di paperino, in quello che a detta di molti è stato il miglior gioco avente come protagonista il furente papero mai pubblicato, ancora una volta su mega drive: quackshot. Qui si era dalle parti di un platform dalla matrice leggermente più action, con forte ispirazioni prese dalla saga di indiana jones, il tutto corredato da una grafica e un sonoro ancora una volta eccellenti. Nel 1992 fu la volta di riunire topolino e paperino in un unico titolo, dando luce a world of illusion: un platform plasmato sulle meccaniche del precedente castle of illusion, con la meravigliosa possibilità di giocare in due contemporaneamente, aprendo sviluppi di gameplay interessanti e spassosissimi. il titolo poteva vantare una grafica che all'epoca non aveva eguali, rendendo il titolo quanto di più vicino possibile alle controparti animate, calando il giocatore in un mondo magico e fatato semplicemente stupendo.


 Grossomodo queste sono le tre pietre miliari di un epoca in cui si guardava molto alla qualità di un progetto, con intervalli di titoli molto validi pubblicati sempre in quel periodo, quali: mickey mania, goof troop e the magical quest. Quest'ultimo fu il tentativo, da parte di capcom, di riportare i titoli disney a brillare di nuovo su console nintendo, con una trilogia avente topolino come protagonista nelle vesti di un mago, nel contesto di giochi di piattaforme molto riusciti e divertenti, con uno stile grafico un po' retrò e particolare.


Di li a poco disney avrebbe dato in licenza i titoli dei suoi lungometraggi in uscita al cinema in quel periodo, per avere in contemporanea un videogioco ispirato al cartone del momento; siccome disney dava in concessione le licenze a prezzi vergognosamente alti, il budget messo a disposizione dalle software house per sviluppare il gioco veniva quasi totalmente assorbito da esse; il restante doveva, ovviamente, essere investito per dare lustro al comparto grafico e sonoro, che doveva valorizzare al meglio il cartone animato di riferimento, lasciando così al reparto deputato a costruire un degno gamplay a sostegno del tutto, le proverbiali briciole, portando così alla costruzione di giochi tanto belli da vedere quanto insipidi da giocare. Le sole eccezioni di un modus operandi esecrabile dal punto di vista artistico, sono da ricercarsi nei soli titoli di aladdin, che nella sua versione megadrive era tanto bello da vedere quanto divertente da giocare, seppur troppo breve - mentre la versine snes era leggermente inferiore sotto il profilo della giocabilità e diverso in più punti-





e, in misura minore, nel discreto the lion king, gioco abbastanza peculiare in quanto si era alla guida di un leone e questo dava al gameplay delle connotazioni diverse e dal sapore particolare rispetto ad altri titoli del periodo. La disney di oggi è molto diversa da quella di allora, almeno nel mondo dei videogiochi, e a dirla tutta anche l'industria dei videogiochi è molto cambiata, e oggi il pensiero che un titolo sviluppato esclusivamente intorno a icone disney, quali topolino o paperino, possa funzionare, è pura follia; titoli quali epic mickey e disney infinity sono li a testimoniarlo, con i loro insuccessi commerciali. Ma siamo già in epoche a noi troppo vicine, e come si suol dire questa è un altra storia...

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