Tomb raider fu commercializzato in origine nel 1996 sul Sega Saturn, dove non esplose come fenomeno mondiale, soprattutto per colpa della scarsa diffusione della console ospitante. La sua consacrazione a fenomeno di massa si ebbe in concomitanza con la pubblicazione del gioco sulla prima Playstation, già allora ampiamente diffusa. I motivi di tale mastodontico successo, non solo inerente le vendite, furono molteplici: innanzitutto la protagonista, in questo caso un avvenente donna, archeologa di nobili origini e dall'interessante background personale. Lara Croft fu probabilmente il primo personaggio di un videogioco ad uscire dal suo mondo, per divenire un icona riconosciuta a livello mondiale, anche da chi i videogiochi non sapeva nemmeno cosa fossero; presente in pubblicità, concerti di gruppi famosi, riviste per soli uomini e citata praticamente ovunque.
La sua affermazione fu tale che dopo pochi anni venne trasposta al cinema con film ad alto budget. L'altro fondamentale motivo del suo successo, legato al mondo videoludico, fu il suo particolare e al tempo innovativo gameplay, che consisteva in una sorta di platform tridimensionale in cui bisognava avanzare risolvendo enigmi ambientali dalla non sempre semplice risoluzione. Proprio il mondo di gioco, con la sua bellissima ambientazione, calava il giocatore in un contesto perlopiù solitario, in cui perdersi accompagnato da un sottofondo sonoro delicato e di sicuro impatto.
I nemici erano costituiti prevalentemente da animali che popolavano i livelli, e anche se Lara era equipaggiata con due pistole, il focus del gioco non virava mai sullo scontro a fuoco, restando concentrato sugli enigmi. Il level design dei livelli era cosi ispirato che ancora oggi si fa fatica a trovarne di pari livello; si sviluppavano a 360°, con una in verticalità che spesso e volentieri dava le vertigini, ammaliando chiunque fosse così temerario da raggiungere altezze da capogiro. Gli enigmi erano spalmati in modo tale da collegare ampie porzioni dello scenario anche molto distanti da loro, e spesso si rimaneva spaesati e smarriti davanti ad una soluzione non sempre intuibile facilmente, ma questo contribuiva alla sensazione di scoperta e solitudine che permeava spesso i mondi di gioco. Le costruzioni architettoniche presenti nei livelli erano molto dettagliate e caratteristiche, spaziando dall'antica Grecia al Perù, fino all'antico Egitto e infine Atlantide. La grafica del gioco era davvero bella per l'epoca, donando scorci vastissimi del mondo in cui ci si trovava, spesso da altezze mozzafiato; l'impianto era comunque formato da piattaforme cubiche e angoli a 90° gradi con cui interagire, ma questo limite era sapientemente mascherato dall'abilità dei programmatori.![]() |
| il t-rex, generatore di molti infarti adolescenziali |
Uno dei ricordi indelebili lasciati da questo gioco ai ragazzi dell'epoca, è sicuramente l'incredibile incontro con un T-rex infuriato che si dava al nostro inseguimento. Dopo la sua pubblicazione ci fu in invasione di giochi che cercarono di riproporre la fortunata e innovativa formula di Tomb Raider: spesso si trattava di robaccia, altre volte di giochi davvero ben fatti che hanno dato vita a serie molto popolari. Quello che è innegabile, è che il titolo Eidos fu da fonte di ispirazione per un intero settore, inventando di fatto un genere oggi come allora conosciuto come action-adventure e rappresentando un seme i cui frutti ancora oggi sono presenti in una moltitudine di giochi, da prodotti indipendenti a produzione dal budget multimilonario.



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