venerdì 14 aprile 2017

Life - non oltrepassare il limite




Gli ultimi anni sono stati decisamente piacevoli per gli appassionati di fantascienza, che hanno visto l'arrivo in sala di un buon numero di film: Interstellar, Gravity, Passenger, The arrival, The martian. Questo per quanto riguarda film di fantascienza "pura", senza contare i vari Star wars e Guardiani della galassia. E no, se ve lo steste chiedendo questi ultimi due non sono propriamente film di fantascienza, ma questo è un altro discorso.




Life narra le vicende di un gruppo di astronauti alle prese con il ritrovamento di una forma di vita embrionale prelevata su marte che ben presto, evolvendosi, si dimostra ostile. Il tutto si svolge su una odierna stazione spaziale, quindi ai nostri giorni. Gli astronauti sono infatti in perenne assenza di gravità, niente fantascientifici generatori di gravità, come appunto accade nella odierna realtà. Questo aspetto, solo all'apparenza secondario, in realtà caratterizza fortemente la pellicola. Molti hanno criticato il film per una eccessiva mancanza di originalità, accusandolo di essere fin troppo derivativo; pur essendo vero e incontestabile, il film ha comunque una sua impronta. Visivamente non lascia col fiato sospeso, limitandosi a mettere in scena una coerente ambientazione e facendo un po' di occhiolini a Gravity nell'uso della camera, in particolar modo in alcuni piani sequenza. L'equipaggio ha i soliti stereotipi, tanto che un occhio leggermente allenato riesce subito a capire il ruolo di ognuno nell'economia della storia e la fine che faranno; probabilmente anche l'ordine in cui vanno via. L'evoluzione di Calvin, il nome dato all'alieno, è invece molto interessante ed è visivamente molto ben fatto e originale: Calvin è infatti una sorta di polpo/stella marina/medusa, gelatinoso e inquietante, e non il solito alieno tutte zanne e artigli insomma.


 Il film mette la giusta tensione, diverte e si lascia guardare con piacere, generando interesse per la sorte dell'equipaggio, in virtù anche delle orribili morti che Calvin è in grado di dispensare. Certo ci troviamo di fronte alla solita scia di incidenti di laboratorio che generano il caos, e a (troppe) ingenuità dell'equipaggio che lasciano un po' perplessi, ma si sa, in un film del genere sono cose che ci si aspetta per mandare avanti la trama. In pratica non è un film che vuole insegnare qualcosa o trasmettere chissà quale messaggio profondo; e in realtà nemmeno ne ha mai dichiarato l'intenzione, e chi ne è rimasto deluso è forse perché si aspettava altro, sbagliando decisamente film.
Dicevo prima che il fatto di trovarsi in assenza di gravità perenne caratterizza il film; infatti tutto è girato a 360 gradi, cioè con nessun punto di riferimento spaziale, e questo vale tanto per gli astronauti che per l'equipaggio, dando così vita a situazioni e scene dalla notevole tensione ed efficacia visiva. Ci sono alcune soggettive della creatura che mostrano questo aspetto, anche se a dirla tutta risultano carine e nulla più; mentre il movimento di macchina normalmente usato nel resto del film lascia meglio emergere questo aspetto, con numeri e piroette da parte dell'equipaggio che rendono davvero bene il fatto di trovarsi a gravità zero.



Insomma life è un film dalle non eccessive pretese, non molto originale e sin troppo derivativo, con una serva di personaggi prevedibili e scontati nelle loro azioni, e una trama che va avanti a suon di incidenti e banalità, ma tuttavia quello che mette in scena è fatto bene, sa creare la giusta tensione e si lascia guardare senza mai annoiare per tutta la sua durata, dimostrando come a volte ingredienti non eccelsi , ma ben amalgamati tra loro, possano essere superiori alla loro semplice somma aritmetica.


              

6/10

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