venerdì 28 aprile 2017

Rapture - la visione di un uomo





Ci sono dei momenti nella vita che ti portano a cambiare idea su una cosa o un argomento; magari dei singoli istanti, delle esperienza che ti fanno vedere tutto con una luce diversa. Questo può accadere nella vita in genere, ma più spesso accade con film, musica, sport e anche videogiochi, come in questo caso.


Sono passati ormai dieci anni dall'uscita del primo capitolo di bioshock, ad opera del talento creativo di Ken Levine, a capo del gruppo di irrational gamers. Si tratta di uno sparatutto in soggettiva; io ho sempre odiato questo genere di giochi, me ne tenevo a debita distanza. Ecco, bioshock è stata la mia eccezione alla regola, la mia curva a "u" per dire. Questo non vuol dire che mi sono riappacificato con un intero genere, ma che ho imparato a guardare certi giochi senza pregiudizio, consapevole del fatto che una tipologia a me avversa potesse comunque nascondere una storia interessante da raccontare e divertente da vivere (in prima persona). Grazie a questo rinnovato approccio, negli anni ho scoperto giochi eccellenti che altrimenti mi sarei perso; titoli quali dishonored, deus ex, bioshock infinite, e altri ancora. Nel corso di questi dieci anni si sono scritte intere pagine sul primo capitolo di bioshock, quindi io vorrei soffermarmi esclusivamente sul cosa mi abbia attirato a tal punto, tanto da farmi vedere le cose sotto un altro punto di vista: in primis l'ambientazione in cui il gioco si svolge e in secondo luogo la storia che vi si celava dietro, pregna di follia e inquietudine.


 Bioshock è ambientato nei raffinati anni 50' a Rapture, una città situata in fondo all'oceano atlantico, fondata dal genio visionario di Andrew Ryan. La sua idea di società prevede la completa libertà dell'uomo dai governi e le loro leggi, dalle religioni che rendono schiavo l'intelletto, e mettendo in primo piano le capacità individuali del singolo individuo; L'ideologia di Ryan, basata su capitalismo e individualismo, è una citazione degli sviluppatori alla corrente dell'oggettivismo, corrente filosofica della scrittrice Any Rand. Chiunque può diventare ciò che vuole, basta averne le capacità. Ryan apre le porte del suo mondo solo alle persone che lui ritiene compatibili e meritevoli della sua visione, la crema della società in ogni settore. L'ideale di bellezza è portato all'esasperazione, e tramite l'utilizzo di una sostanza scoperta nelle lumache del fondo dell'oceano, denominata adam, tutti possono modificarsi geneticamente come vogliono, fino anche ad avere capacità sovrumani.


 Un uomo di nome Fontaine inizia a contrabbandare il suddetto materiale, arrivando persino a rapire bambine e modificarle geneticamente per renderle le "little sisters"una sorta di radar per trovare l'ADAM. Rapture è ormai spaccata: da un lato le persone di successo della società, dall'altra quelli che non sono riusciti a emergere e che fanno largo uso di ADAM di contrabbando, fino ad impazzire e arrivare ad aggredire le sorelline pur di averne. Questo porta alla creazione dei "big daddy" mostruosi palombari messi a difesa delle bambine, quasi indistruttibili. Il nostro arrivo a Rapture, diversi anni dopo l'inizio del decadimento, e di quelli che non si dimenticano. La città è completamente collassata, distrutta e invasa da persone rese completamente folli dall'uso dell' ADAM; sembra di essere capitati sul set del film " shining". Impossibile non notare le similitudini con lo stile di Kubrick; lo splendore degli anni 50' si contrappone al decadimento e alla corruzione, l' accompagnamento sonoro è composto da brani musicali figli di quel preciso e cristallizzato periodo storico, creando un netto contrasto con ciò che vediamo e rendendo il tutto ancora più inquietante. Anche le persone impazzite, dette ricombinati, vanno in giro seguendo un estetica molto cinematografica, con maschere raffiguranti maiali e conigli, ancora una volta dal sapore kubrikchiano.


 I loro psicotici sproloqui che talvolta è possibile captare mentre si è nascosti rendono tangibile il loro grado di follia, e mettono addosso una tensione che ti entra sottopelle. I livelli di bioshock sono una gioia di inquietudine: i colori sgargianti del legno vivo del mobilio, delle tonalità accese del dorato e del rosso contrastano in maniera potente ed efficace con il sangue rappreso ovunque, le luci tremolanti di certi passaggi, e il generale senso di abbandono. Ancora oggi risultano da manuale. Bioshock è fatto anche da intensi momenti in cui bisogna sparare e difendersi, ma l'uso di trappole e poteri speciale da al titolo un profondo approccio strategico, rendendo piacevole il tutto anche a chi, come me, non ama questo genere. Ma il vero motore ad andare avanti è il voler vedere l'evolversi della vicenda, conoscere i dettagli del decadimento, i retroscena che hanno portato a questa follia; e in fondo anche vedere di volta in volta livelli sempre più disturbanti e magnificamente malati. In bioshock si assiste al crollo di un sogno di un uomo, collassato sotto il peso della sua stessa ambizione, in balia di un delirio di onnipotenza che porta alla pazzia chi vi viene in contatto. Perdersi nei meandri di Rapture è un esperienza che tutti dovrebbero provare, e alla fine anche il significato di una frase gentile farà scattare un brivido :" per cortesia...".


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