giovedì 6 aprile 2017

Syberia 1 & 2 in attesa del terzo capitolo...



A poche settimane dal debutto dell'atteso terzo capitolo di questa meravigliosa avventura, diamo un'occhiata ai primi due episodi. Il primo capitolo uscì su pc nel 2002, pubblicato da microids e realizzato dall'artista belga Benoit Sokal e ci vedeva nei panni di Kate Walker, un avvocatessa mandata a Valadilene, un piccolo paesino situato sulle alpi francesi, come rappresentante di una grande azienda di giocattoli. Il suo compito è portare a termine l'acquisto della fabbrica Voralberg, da sempre specializzata nella produzione di automi meccanici, ormai sull'orlo del fallimento e senza alcun erede.



Il gioco si apriva con un filmato che rappresentava a pieno lo spirito del gioco: un funerale presenziato da soli automi, intenti a trasportare un bara verso il cimitero. Syberia era un avventura grafica abbastanza classica, che ci permetteva di avanzare di scenario in scenario tramite la risoluzione di enigmi vari. La sua bellezza stava innanzitutto nella grafica, davvero bella e ispirata, con uno stile leggermente steampunk, e nel meraviglioso accompagnamento musicale, con brani davvero splendidi. Il gioco ci portava subito a fare la conoscenza di personaggi strani e indimenticabili: su tutti Hans Voralberg, unico rimasto in vita della sua famiglia e ormai anziano; Hans è un personaggio davvero singolare in quanto a seguito di una caduta subita da bambino, non è più stato lo stesso; non era più considerato "normale", in particolar modo dal suo severo padre, che in seguito alla caduta iniziò ad allontanarlo da se. 

Ma questo episodio non aveva per nulla intaccato il suo genio: Hans infatti riesce a creare automi che sembrano dotati di vita propria, ma non ha alcun senso degli affari, portando così la fabbrica al declino. Ma la vera ossessione di Hans è andare a trovare i mammut nella leggendaria Syberia, e tutta la sua vita è finalizzata alla costruzione di ogni marchingegno possibile per raggiungere quel luogo. Kate si lascia coinvolgere a tal punto dalle visioni di Hans  che decide di accompagnarlo verso il suo sogno, abbandonando tutta la sua vita. Il viaggio intrapreso ci porta in giro per ambientazioni davvero suggestive, risolvendo, tramite enigmi vari e ben congegnati, i vari intoppi che si hanno durante il viaggio. I personaggi che si incontrano di volta in volta sono tutti ben caratterizzati e fanno venir voglia di approfondire ogni singolo dialogo. Syberia è ancora oggi un gioco memorabile, bello da qualunque punto lo si guardi e niente affatto appesantito dagli anni passati, infarcito delle  creazioni meravigliose di Hans con cui interagire, che sembrano uscite da un romanzo di H.G.Wells. Il gioco si interrompe sul più bello, con i nostri a metà del loro viaggio, lasciando al secondo capitolo la prosecuzione dell'avventura. 


Il capitolo 2 uscì due anni dopo, nel 2004, e riprendeva l'avventura esattamente da dove si interrompeva, al punto che i due giochi possono essere considerati due capitoli dello stesso titolo. Syberia due ebbe un buon successo e confermava tutto il buono presente nel primo capitolo, ma al contempo perde il confronto su quasi ogni aspetto. Per quanto la grafica sia migliorata sotto parecchi punti, il gioco soffre un notevole calo di varietà per quanto concerne le ambientazioni; è vero che ci stiamo avvicinando a Syberia e quindi e ovvio trovarsi sempre immersi nella neve, ma si potava offrire più varietà per quanto riguarda gli ambienti interni, sempre poco ispirati rispetto al primo capitolo.


 Anche gli enigmi iniziano leggermente a perdere di coerenza, con alcuni al limite del non-sense. I personaggi con cui si ha a che fare sono tutti poco interessanti e male approfonditi e difficilmente vi ricorderete di essi. La trama stessa inizia a vacillare, in quanto priva del mistero della scoperta presente nel primo capitolo, dando l'impressione che il viaggio che si sta affrontando sia meno magico di quanto ci aspettassimo, sembrando per certi versi scontato e prevedibile in alcuni passaggi. Ovviamente questi sono punti negativi se rapportati al primo eccellente capitolo, ma stiamo comunque parlando di vette artistiche difficilmente ravvisabili altrove. Il finale che l'avventura offre è di quelli compiuti, che può piacere oppure no, come in ogni cosa.


 Tra poche settimane, dopo ben 14 anni, arriverà il terzo capitolo, per continuare a viaggiare in questo fantastico universo narrativo creato da Benoit Sokal; l'attesa è ben oltre i limiti di guardia, e speriamo che sia all'altezza dei suoi illustri predecessori.















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