giovedì 23 febbraio 2017

alien isolation - la preda sei tu





Ho da qualche settimana finito il suddetto gioco, con largo ritardo visto che ormai sempre più spesso riesco a giocare solo in differita per cronica mancanza di tempo, ai limiti del retrogaming in pratica. Il motivo che mi ha spinto a parlare di questo gioco è il fatto di aver appreso che la maggior parte degli acquirenti non lo ha mai terminato, e ho cercato di capirne il motivo. Alien isolation è un gioco che cerca di inserirsi tra i primi due capitoli del film a cui è dedicato, mettendoci nei panni da Amanda Ripley, figlia della più famosa Ellen del primo capitolo, a cui viene data l'occasione di capire, dopo ben quindici anni, cosa sia successo alla madre, grazie al ritrovamento da parte della nave spaziale Anesidora della scatola nera del Nostromo.
La scatola viene trasferita su un altra nave, la Sevastopol, ed è qui che Amanda si reca insieme ad una squadra di ricerca; ed è qui che al loro arrivo tutto è già andato in malora, e un terrificante alieno da la caccia ai superstiti. Alien isolation è un gioco di orrore, ma non nel senso classico in cui si intendono la maggior parte dei giochi di questo stampo; infatti qui non abbiamo scene madri in cui veniamo terrorizzati, o personaggi e nemici particolarmente caratterizzati e in grado di creare empatia, anzi, tolto l'alieno tutto il resto del cast risulta abbastanza anonimo. Qui l'orrore è dato da un costante senso di braccamento e impotenza di fronte ad un avversario letteralmente imbattibile, dove non possiamo fare altro che cercare di sfuggirgli e nasconderci, cercando di fare meno rumore possibile e essere invisibili ai suoi occhi. A complicare ulteriormente le cose troviamo gli androidi della nave, resi ostili dal programma di sicurezza ormai fuori controllo e contro cui possiamo tentare una quasi impossibile resistenza; ma attenzione, i combattimenti producono rumore, che attira inesorabilmente l' alieno, portandoci così a morte certa. Ci sono altri umani superstiti a bordo della nave, tutti perlopiù ostili, e anche se è più facile liberarsi di loro dobbiamo comunque fare attenzione a non attirare l'alieno. Quindi conviene sempre tenere un profilo basso, nascondersi, passare inosservati; ed è questo costante senso di impotenza e tensione a creare una situazione che ci fa sobbalzare ad ogni rumore sospetto, a guardarci sempre le spalle, ed è forse questo aspetto la causa che ha portato molti ad abbandonare l'impresa: io stesso sulle prime mi sono ritrovato spiazzato di fronte ad una meccanica di gioco così punitiva, complice un sistema di salvataggio tutt'altro che comodo e che costringe a volte a rifare intere sezioni in caso di morte; ma una volta superato questo impatto iniziale e ci si è abituati alla tipologia di gioco, credetemi, si avrà tanta voglia di espellere quel maledettissimo alieno dalla nave una volta per tutte, e proprio questo senso di vendetta personale sarà il motore che vi porterà a proseguire.
il lanciafiamme è l'unica arma che può allontanare l'alieno

 Peccato anche per una trama che per quanto possa aggiungere dettagli alla saga cinematografica, alla fin fine resta molto semplice e lineare. In definitiva chi ha amato il primo film in particolare, troverà in questo gioco tutta l'atmosfera claustrofobica del capolavoro di Ridley Scott, con una riproduzione estremamente fedele dello stile degli ambienti, con lo stesso modo, ormai desueto, di vedere le tecnologie del futuro, che a noi fan tanto piace. Un gioco ostico questo alien isolation, ma che con la giusta dose di perseveranza può davvero fare molta più paura e ansia di titoli ben più blasonati.

Nessun commento:

Posta un commento