La scorsa estate è approdato nelle sale italiane the vvitch, film horror molto particolare. Una famiglia di coloni inglesi estremamente religiosa viene esiliata dal villaggio e va a vivere in una casa ai confini di un bosco proibito, dove aleggia, inquietante, la presenza di una strega. L' intento del film non è quello di fare "paura", non nel consueto significato del termine, ma quello di turbare lo spettatore, con sensazioni che restano quasi sottopelle fino alla fine della visione e oltre ancora.


Si tratta di un film che ha bisogno della giusta predisposizione d'animo per essere apprezzato; il suo ritmo è lento e pacato, con una regia che potrebbe definirsi austera e asciutta, quindi chi cerca un horror dai facili salti sulla sedia e sangue a litri ne resti lontano. Gli altri troveranno una storia molto ben raccontata, e documentata con perizia da fonti storiche, con interi dialoghi tratti da documenti reali dell'epoca. La presenza della strega non è soltanto sussurrata, come in Blair Witch ad esempio, ma mostrata tangibilmente fin dall'inizio della pellicola, e in particolare con una sequenza tra le più raccapriccianti e disturbanti della recente scena cinematografica. La presenza del male non è comunque mai mostrata con eccesso, ma anzi diventa col tempo sottile e oscura, insinuandosi nella mente dei protagonisti e facendo fiorire in loro il seme del dubbio e del sospetto; il modo ottuso e dannoso di intendere la religione, tipico delle famiglie di quel periodo oscuro per la ragione umana, non fa altro che rendere ancor più facile la sua ascesa. Il film è disseminato di indizi da cogliere e che potrebbero suggerire diversi modi di intendere la vicenda - come ad esempio la malattia che in quegli anni colse realmente i raccolti di grano e che portava negli uomini allucinazioni e paranoie- ed è proprio questo dualismo tra realtà e credenze popolari a rendere il film così volutamente ambiguo, lasciando allo spettatore il compito di trarre le proprie conclusioni, con un finale tanto esplicito quanto fumoso e allucinato. Un film diverso dal solito quindi, che si presenta anche come un esperienza da guardare e analizzare e che piacerà a chi in un horror cerca soprattutto atmosfera e una storia ben raccontata e difficile da dimenticare. La lenta discesa nella perdizione è ben resa sullo schermo dalle buone prove attoriali di tutti i personaggi, in particolar modo del padre, che rende davvero bene le conseguenze che può avere una fede assoluta e cieca a ciò che accade intorno ad essi e della figlia maggiore, unico personaggio dall'animo forte e pronta a farsi valere e, se non ostacolata dai propri familiari, forse unica indenne al richiamo del male.
8/10
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