giovedì 2 febbraio 2017

Demon's souls - un incubo videoludico

Apro gli occhi appena in tempo per vedere una parte del mio braccio ritornare in questo mondo da una moltitudine di lucine blu, dopo essere morto e risorto innumerevoli volte; in queste terre la morte non è davvero la fine , ma una dannazione eterna che ti costringe a rinascere all'infinito, affrontando orrori indicibili e sofferenze che un uomo non dovrebbe conoscere. Ma non è il momento di scoraggiarsi, adesso; devo proseguire il mio cammino, forse alla fine una soluzione esiste, una flebile speranza di uscire da questo luogo, o meglio ancora, di morire per sempre. Mi alzo, la mia scintillante armatura è di nuovo in perfette condizioni; nella mano destra impugno la mia fedele spada leggera, veloce e affilata, e in quella sinistra il mio scudo ovale, fido protettore delle mie carni. Davanti a me si stendono le lunghe mura del castello che portano al grande torrione presidiato dall'enorme cavaliere della torre, padrone di queste terre e mia unica chiave per uscire da esse. Il passaggio è infestato da nemici temibili, che non vedono l'ora di affondare i loro colpi nella mia armatura. Faccio respiri profondi, prima di partire saltello un po' sulle gambe, sciolgo i muscoli, mi concentro... e vado incontro al nemico....
Ora, dopo essere stato ucciso innumerevoli volte, conosco alla perfezione il numero dei miei nemici e la loro posizione, e anche se questo non sarà garanzia di sicura vittoria, mi aiuterà di certo. Mi fermo appena in tempo per vedere quel maledetto drago scendere in picchiata sulla mia testa, pochi metri davanti a me, e con le sue infernali fiamme incendiare il lungo passaggio quasi nella sua interezza. Nel fare ciò due nemici di rango inferiore periscono tra le fiamme; troppo stupidi o lenti per mettersi al riparo: le loro anime vengono a far parte del mio bottino. Il drago si innalza in volo, scomparendo dalla mia vista, solo per tornare di nuovo in posizione per un nuovo attacco; e infatti eccolo che arriva. Sento il suo micidiale soffio, e vedo le fiamme schiantarsi al suolo; inizio a correre, quasi inseguendo il mortale nemico, fin dove il fuoco termina e dove so di non poter essere più colpito. Il maledetto mostro è costretto a chiudere le fauci e innalzarsi in volo per non schiantarsi sul grande torrione alla fine del lungo passaggio. Mi nascondo dietro ad una carrozza distrutta dal tempo, davanti a me due nemici di rango inferiore, privi di armatura e armati di spade arrugginite, che mi danno le spalle; non sono molto forti, ma sono veloci e in coppia sanno essere micidiali, ormai lo so bene. Prendo la balestra e scocco un dardo che colpisce uno dei due reietti, facendolo girare di scatto e correre verso di me; l'altro nemico si accorge di tutto e corre anch'egli verso la mia direzione ad una discreta distanza dal primo. Metto via la balestra, non avrei il tempo di caricare un altro colpo; impugno la spada e lo scudo pronto a resistere ad una carica imminente. Il colpo è duro, mi sbalza all'indietro, ma non cedo e nel contempo la creatura orrenda è squilibrata; parto all'assalto con due fendenti che vanno a segno e che distruggono il nemico. Alzo lo scudo appena in tempo per parare il colpo scagliato dall'alto dal secondo mostro. Vacillo, perdo l'equilibrio, devo indietreggiare tenendo la guardia bassa per recuperare le forze, ma devo stare attento a non incappare nelle fiamme del drago, che continua nella sua ottusa opera. Un altro colpo è pronto per essere scagliato su di me; attendo fino all'ultimo istante; poi scarto velocemente di lato con una capriola, lui va a vuoto sbilanciandosi in avanti, e questo mi da la possibilità di trovarmi esattamente dove volevo essere: e cioè dietro le sue spalle. Lo trafiggo con un sol colpo di spada, la mia lama che lo trapassa per intero, uccidendolo sul colpo. Ora la strada è libera fino all'ingresso della torre, ho tutto il tempo di recuperare le forze. Mi fermo a debita distanza dalla porta d'ingresso, presidiata da un possente cavaliere d'argento, nemico temibile. Il torrione è sormontato da due arcieri che mi tengono a tiro. Prendo la mia balestra e scocco un dardo che colpisce il cavaliere in pieno petto; non gli arreco alcun danno, ma i suoi occhi si infiammano verso di me: ho attirato la sua attenzione. Proprio quello che volevo: costui è infatti un avversario da affrontare in singolar tenzone, fuori dalla gittata delle frecce. Mi carica con la sua lunga lancia, lo scudo pronto ad assorbire il tremendo colpo: vengo sbalzato all'indietro ma resisto e approfitto di un suo stallo per colpirlo con un fendente sulla spalla. Indietreggiamo entrambi, ma lui riparte subito con un colpo scagliato dall'alto che io evito con un balzo di lato, approfittandone per colpirlo di nuovo. E' in difficoltà. Ma ora do le spalle agli arcieri che continuano a scoccare frecce dietro di me. Il cavaliere avanza e io indietreggio, una delle frecce mi lambisce un piede. Mi fermo. Metto via lo scudo e impugno la spada con entrambe le mani. Ho un unica occasione. La sua lancia parte all' attacco; devio il colpo con la mia spada: la sua guardia è sguarnita. Affondo il colpo nel suo addome e vedo i suoi occhi fiammeggianti di odio spegnersi lentamente. Ora la strada è libera. Alzo lo scudo e corro verso l'ingresso, il suono delle frecce rimbalza intorno a me. Sono dentro. Vedo due occhi di un fiammeggiante blu che si avvicinano: è l'ultimo cavaliere d'argento, di guardia davanti al portone che conduce al padrone di questo mondo. E' armato di scudo e spada. Si lancia subito all'attacco. E' avventato. Paro il colpo facendogli perdere l' equilibrio quel tanto che basta da poter affondare due fendenti; lui indietreggia, poi spicca un balzo cercando di colpirmi dall'alto; paro di nuovo il colpo e di nuovo i miei vanno a segno. Poi commette un fatale errore: depone le armi cercando di curarsi, sperando di essere abbastanza lontano: sbagliato. In un attimo, correndo, gli sono addosso, colpendolo in pieno volto. Le sue anime sono ora mie. Prima di varcare la soglia che conduce al boss vado a prendermi cura dei due arcieri; salgo le scale, loro non si accorgono di nulla e prima che possano difendersi sono già caduti sotto i miei colpi. La loro presenza avrebbe reso la mia prossima battaglia inutilmente complicata. Scendo, sono davanti al tremendo ingresso. Varco la soglia. Lui è li, enorme, immobile. Ai lati del piazzale, sulle alte mura vi sono tre arcieri per lato, da eliminare prima di affrontarlo. Corro verso le scale che mi portano di sopra, appena in tempo per evitare il colpo della gigantesca spada del cavaliere. Percorro prima il lato sinistro, eliminando i tre arcieri senza difficoltà. Mi reco poi sull'altro lato, facendo attenzione a ripararmi quando il possente cavaliere scaglia i suoi letali attacchi di magia verso di me. Elimino due dei tre arcieri, il terzo si lancia nel piazzale per sfuggirmi, ferendosi ma ancora vivo. Sarà un problema. Recupero le forze e inizio la discesa. Sono di fronte a lui; scaglia il suo potentissimo colpo di spada che si conficca nel terreno, facendo tremare le mura e sbalzandomi via di diversi metri. Mi alzo e già un nuovo colpo sta arrivando: lo evito, proteggendomi con lo scudo dalla forza dell'onda d'urto. L'arciere cerca di sorprendermi alle spalle, ma sono più veloce di lui e con un sol colpo me ne libero. Evito il terzo colpo della gigantesca spada riparandomi tra gli enormi piedi del cavaliere; inizio a colpire la sua caviglia destra impugnando la spada con entrambe le mani:del liquido azzurrognolo fuoriesce come vapore tenuto sotto pressione. Forse ho trovato il suo punto debole. Continuo finché le braccia mi cadono stanche. Poi lui cede cadendo al suolo: è la mia occasione. Mi dirigo verso la sua testa e inizio a colpire con tutta la forza che ho. Lo stesso liquido di prima comincia a schizzare fuori, più copioso di prima. Ma ormai non ho più forze e lui si sta rialzando; le mie braccia non sollevano più la mia spada, devo riposare un attimo. Recupero le forze quel tanto che basta per sferrare un ultimo colpo che va a segno appena in tempo: un grido esce dalla sua armatura e il gigante svanisce in un nuvola di fumo bluastro, consegnandomi le sue anime. Al suo posta appare la pietra magica che mi riporterà al nexus, un luogo che posso chiamare casa. Appena arrivato vedo la cieca dama in nero che mi aspetta, che richiede le anime che ho recuperato con tanta fatica: gliele consegno e in cambio divento più forte, più veloce ed esperto con le armi. Spendo ciò che mi resta per comprare una spada lunga e affilata, di origine orientale, e migliorare la mia armatura. Non ho bisogno di riposo, parto subito per una nuova terra maledetta; appoggio le mani su una grossa pietra magica che conduce in un posto chiamato "Torre di latria" e dove uno dei suoi padroni dicono che si chiami "Mangiauomini".




.

1 commento:

  1. Il modo in cui tu scrivi è impressionante , come l'hai descritto , come hai spiegato tutto , complimenti 🖒🖒

    RispondiElimina