venerdì 17 febbraio 2017

La città incantata - il capolavoro di Miyazaki




Quando si cerca di parlare di opere così maestose, vere e proprie pietre miliari, si prova un filo di inadeguatezza misto a timore reverenziale, tanta è la loro grandezza. Spesso il termine capolavoro viene abusato, e lo si usa anche per prodotti che magari intimamente sappiamo che forse non lo meritano, ma trascinati dall'emozione del momento non riusciamo a farne a meno. Ecco non è questo il caso della città incantata, e anzi parrebbe proprio che il suddetto termine non possa trovare una casa a lui più adatta. La città incantata è un film di animazione giapponese, o "anime", uscito in patria nel lontano 2001 e in italia nel 2003 e insignito del premio oscar quale miglior film di animazione proprio in quell'anno.
Partiamo dalla trama: la protagonista è la piccola Chihiro, bambina di circa 10 anni, che vediamo in auto insieme ai genitori verso una nuova città in cui vivere, lasciandosi indietro amici e affetti, ma in compenso trascinandosi appresso un bagaglio enorme di malinconia e tristezza. Quello che ancora non sa è che il destino ha in serbo per lei ben altro che rimpiangere il tempo andato; perché sbagliando strada, infatti, la famiglia si trova davanti ad un misterioso tunnel abbandonato, che è in realtà l'ingresso di un mondo popolato da spiriti: spinti dalla curiosità e dalla speranza di rifocillarsi, i genitori si inoltrano in un luogo proibito agli umani e che la piccola Chihiro avverte subito come ostile, cercando quindi di dissuadere il padre e la madre dal proseguire, ma inutilmente, restando così intrappolati in un mondo magico e pericoloso. Spetta dunque alla piccola Chihiro tentare in ogni modo di salvare se stessa e i suoi genitori, e per far ciò deve confrontarsi con sinistre minacce, come la perfida strega Yubaba, dominatrice di quel luogo, Kamaji, burbero e scontroso operaio, e Haku, uno dei pochi spiriti dalla sua parte, anche se a volte sembra ambiguo e pericoloso. La cosa più grande che questa opera riesce a trasmettere è la forte connessione che si viene a creare con i personaggi, rendendoli subito reali e caratterizzati a tal modo da farli sembrare davvero tangibili, "vicini" a noi, anche con un semplice sospiro, e rendendo concrete tutte le loro emozioni, e questo accade in particolar modo con la piccola protagonista. Ci sono due scene emblematiche in tal senso: la prima è quella in cui Chihiro viene trascinata al cospetto della strega Yubaba, in cui si percepisce davvero la solitudine e il terrore di una bambina privata dei suoi genitori e in completa balia di un entità malevola, e a cui viene rubato addirittura il proprio nome, come a sancire un definitivo addio alla sua vecchia vita; e sempre in questa scena viene subito fuori il suo coraggio, che prevarica il pur palese terrore che ha preso possesso del suo corpo.
Chihiro e Haku

Un altra scena è quella dove, in un momento di pausa, un amico le offre del cibo: vediamo Chihiro che non demorde dal nutrirsi, e quindi non perde mai la speranza e la forza, nonostante i suoi occhi lascino sgorgare quelle lacrime figlie di una situazione in cui una bambina non dovrebbe mai venirsi a trovare. Questi sono solo piccoli esempi di un affresco che va delineandosi scena dopo scena, in un crescendo di emozioni che toccano l'anima di chi si lascia rapire dalla narrazione, accompagnati da un comparto grafico e di animazione che il termine sublime non rende giustizia: è tutto visivamente magnifico in questo capolavoro, con una cura per ogni singolo dettaglio davvero fuori parametro. E non si può ovviamente prescindere dal sontuoso e sfavillante accompagnamento sonoro, con melodie straordinarie, armoniose e sempre in perfetta simbiosi con la parte visiva.

la magnifica scena a bordo del treno
In tal senso una scena su tutte: quella del viaggio in treno. Poche, malinconiche, note accompagnano il viaggio dei nostri eroi verso terre lontane, in un contesto di grande melanconia che rappresenta il matrimonio perfetto tra audio e visione. Ci sarebbe da dire anche della meravigliosa scena dell'arrivo degli spiriti alle terme, introdotti con una fanfara che resterà per sempre indelebile nella testa di chi ascolta. Il viaggio della piccola Chihiro è strabiliante, formativo, ineguagliabile; un viaggio  in cui assistiamo alla scoperta di una enorme forza interiore che risiede in una bambina e che aspettava solo la situazione adatta per essere svelata, ed è questo il segreto di questo film di animazione: mettere lo spettatore nelle condizioni di toccare, "sentire" certi personaggi, come se li si conoscesse da sempre; anche e soprattutto nelle scene in cui ci sono pause e sembra non succedere nulla, dove in realtà ci stiamo solo sintonizzando con il loro "respiro", la loro anima. Ci sarebbe ancora molto di cui parlare, la magnificenza di questo cartone è testimoniata dagli innumerevoli premi di cui è stato oggetto, e dall'inserimento nelle speciali classifiche dei migliori film della storia del cinema, quindi mi limito a consigliarne la visione a chiunque, dai due ai cento anni, e a rivederlo ogni volta che se ne ha l'occasione, perché ad ogni nuova visione troverete sempre un "qualcosa" in più, un emozione che magari non vi era ancora arrivata.
la strega Yubaba

10/10


6 commenti:

  1. Io l'ho visto ed è un capolavoro😍 , ora vorrei che parlassi di coraline e la porta magica

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  2. Grazie. Coraline è già nei miei pensieri per un futuro post...

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  3. E' impressionante come sia dettagliata e precisa la tua descrizione di questo bellissimo Cartone animato, fai proprio venir vogllia di vederlo e rivederlo per scongerne più particolari possibili, bravo!

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  4. Grazie mille per la visita. Spero di pubblicare altri post di tuo interesse

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  5. complimenti, complimenti! mi inchinio a cotanta scrivente maestria. Sarò il prossimo spettatore de "la città incantata". (intanto mi ha incantato il tuo racconto) complimenti e GRAZIE.

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  6. grazie a te, mi raccomando seguimi e metti il nome sui prossimi commenti

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